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Perché la notizia non è l’ennesima legge del cazzo di questo governo, ma il fatto che i blogger faranno una specie di sciopero. I blogger come categoria, come prima forma di aggregazione sociale, i blog che diventano qualcosa acquistano un’identità di gruppo e quindi di sciopero.
Se devo dirla tutta, il primo lacciuolo, l’ulteriore inesorabile, inevitabile, prevedibile declino di una realtà, quella dei blog, dove si stava benino fino quando “quelli della rete” erano una banda di dilettanti illusi che il marcio fosse sempre altrove.
Poi sono arrivati i professionisti, quelli che si firmano con nome e cognome, che aprono un blog il cui titolo è composto dal loro nome e cognome e mettono pure la foto con sotto scritto il loro nome e cognome. Professionisti che piano piano si sono mangiati il lato divertente della rete, la Regina di Cuori che offre un link a chi posterà sul suo blog la più bella dichiarazione d’amore.
Adesso nessuno gioca più, chi è rimasto fa sul serio e chi arriva adesso si porta dietro una squadra di consulenti
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E allora avanti con lo sciopero. Il prossimo passo sarà quello di individuare un portavoce dei blogger, un interlocutore privilegiato, colui che un giorno lancerà una campagna per chiedere l’albo professionale dei blogger. E’ storia
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